{"id":4985,"date":"2021-01-14T10:58:17","date_gmt":"2021-01-14T10:58:17","guid":{"rendered":"https:\/\/frollalab.it\/la-cooking-therapy\/"},"modified":"2024-03-06T08:45:00","modified_gmt":"2024-03-06T08:45:00","slug":"la-cooking-therapy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/frollalab.it\/en\/la-cooking-therapy\/","title":{"rendered":"La cooking therapy"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<em>Cooking Therapy<\/em>&nbsp;o&nbsp;<em>cucinoterapia<\/em>&nbsp;\u00e8 una disciplina nuova ma che utilizza come strumento di cura e benessere qualcosa di molto antico: cucinare, preparare per s\u00e9 e per gli altri. Ma cucinare non \u00e8 solo un atto quotidiano, esso equivale alla cura della mente, del corpo e dell\u2019anima. Significa rievocare attraverso gli odori e i sapori le proprie tradizioni, i legami familiari, dar forma alla propria creativit\u00e0, rinforzare l\u2019autostima ed aver cura del proprio corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cucinare, con e per l\u2019altro, rappresenta uno strumento per riconquistare la propria quotidianit\u00e0, e diventa anche un modo per curare in maniera creativa e non medicalizzata disturbi pi\u00f9 o meno gravi legati a stress, ansia e depressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cucinoterapia ha un valore terapeutico fisico, cognitivo, sociale e intra-personale:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fisico<\/strong>: quando si cucina, spalle, mani, polsi, gomiti e collo sono impegnati nella ricerca di un buon equilibrio generale, dell\u2019energia e della forza muscolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cognitivo<\/strong>: tutti i sensi sono attivati, si migliora la capacit\u00e0 di gestione del tempo, si affinano versatilit\u00e0, memoria e concentrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sociale<\/strong>: creare cibi speciali per gli amici o i familiari favorisce la condivisione delle esperienze sensoriali e facilita il contatto e la comunicazione. Se poi si cucina in compagnia, i fornelli diventano uno strumento di dialogo e scambio, a volte anche di confidenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intra-personale<\/strong>: la realizzazione di un piatto \u00e8 l\u2019espressione della propria creativit\u00e0 e della capacit\u00e0 di scegliere, di decidere, di sentirsi gratificati per l\u2019obiettivo raggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cucinare permette di ritrovare s\u00e9 stessi e di relazionarsi con gli altri recuperando fiducia e istinto alla socialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cooking therapy pu\u00f2 essere intesa sia come attiva che passiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sola modalit\u00e0<strong>&nbsp;passiva<\/strong>, mangiare alimenti di ottima qualit\u00e0 e sapore, migliora l\u2019autostima, l\u2019interazione sociale, diminuisce l\u2019ansia, migliora il benessere psicologico, migliora la qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La modalit\u00e0&nbsp;<strong>attiva<\/strong>, basata sulla preparazione dei cibi, pu\u00f2 avvenire: in cucine \u2018speciali\u2019 cio\u00e8 compatibili con le disabilit\u00e0 motorie degli arti inferiori o superiori, in cucine classiche e virtualmente al computer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando \u00e8 attiva non \u00e8 solo l\u2019atto di un singolo ma si pu\u00f2 fare anche in gruppo. I gruppi di cucina possono aiutare a favorire la socializzazione e migliorare l\u2019isolamento sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cOggi la&nbsp;<em>cooking therapy<\/em>&nbsp;\u00e8 spesso utilizzata per la riabilitazione di pazienti con deficit cognitivi, disabilit\u00e0 mentali o disturbi psichiatrici\u201d, spiega Antonio Cerasa, neuroscienziato e ricercatore del Cnr, autore del saggio&nbsp;<em>La cooking therapy<\/em>. \u201cIn particolare \u2013 prosegue Cerasa \u2013 abbiamo visto che questo tipo di terapia \u00e8 utile a persone con malattia di Alzheimer, o soggetti autistici che trovano rasserenante il susseguirsi di semplici mansioni che caratterizzano la cucina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. PAZIENTI NEUROLOGICI (ICTUS, TRAUMA CRANICO, DEMENZE E IN PARTICOLAR MODO ALZHEIMER)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esattamente come la palestra serve per recuperare la forza di un muscolo specifico, la cooking therapy pu\u00f2 diventare un trattamento diretto a un singolo bisogno che va oltre la semplice autosufficienza nel cucinarsi. Con questa nuova visione, la cucina viene vista come luogo di lavoro in cui, assieme al terapista, ci si concentra su un sintomo da aggredire e si lavora per rispondere ad un danno organico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. PAZIENTI PSICHIATRICI<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un settore su cui la cooking therapy mostra un enorme potenziale di applicazione \u00e8 quello psichiatrico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Schizofrenia: dimostrati miglioramenti delle performance di working memory e fluenza verbale, cos\u00ec come di competenza sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Dipendenze: a San Patrignano la cooking therapy ha una storia molto lunga, all\u2019inizio in versione passiva poi sempre pi\u00f9 come prendersi cura degli altri. Si tratta di un percorso lungo e da realizzare step by step, senza fretta altrimenti potrebbe alterare il percorso di recupero. Per questo motivo bisogna muoversi con cautela e con un\u2019idea graduale di traguardi da raggiungere<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2013 Anoressia nervosa: questa patologia \u00e8 forse la pi\u00f9 particolare perch\u00e9 ha come principale sintomatologia il sentimento di odio per la cucina. Anche in questa strategia, il \u2018cucinare per gli altri\u2019 serve anche per modificare la percezione alterata del cibo e il suo significato simbolico. Il protocollo ideato a Catanzaro \u00e8 in continua evoluzione e ora si sta sperimentando anche l\u2019abbinamento con lo yoga, mentre in futuro si lavorer\u00e0 sull\u2019estendere la cooking therapy anche ai genitori che rappresentano (in molti casi) gli attori principali dello stato psicopatologico delle ragazze con anoressia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. DISABILIT\u00c0 SPECIALI (SINDROME DI DOWN E DISORDINI DELLO SPETTRO AUTISTICO)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo caso la parola d\u2019ordine \u00e8&nbsp;<em>condivisione<\/em>. Cucinare insieme agli altri \u00e8 fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi ragazzi possono cucinare di tutto e soprattutto devono essere continuamente motivati. Dall\u2019esperienza di centri come l\u2019Istituto \u201cNebbia-Einstein\u201d di Loreto si \u00e8 appreso che bisogna stimolare il piacere sia visivo che gustativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 proprio l\u2019idea del piacere che spinger\u00e0 i ragazzi a cucinare e a trovare le motivazioni per concentrarsi e andare oltre la loro disabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi il consiglio per le ricette \u00e8 che siano semplici ma con sapori molto accesi. Inoltre cucinare insieme agli altri, ognuno con il proprio compito, sar\u00e0 il secondo attrattore che render\u00e0 la cucina un mondo sicuro e felice dove passare le giornate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedete delle analogie con Frolla? Io s\u00ec, tantissime ma ognuno di noi pu\u00f2 nel nostro piccolo mettersi all\u2019opera, sicuri di trovare tantissimi benefici in una cos\u00ec semplice attivit\u00e0 quotidiana&nbsp;<em>home made<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cucinare \u00e8 come amare o ci si abbandona completamente o si rinuncia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Harriet Van Horne)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La&nbsp;Cooking Therapy&nbsp;o&nbsp;cucinoterapia&nbsp;\u00e8 una disciplina nuova ma che utilizza come strumento di cura e benessere qualcosa di molto antico: cucinare, preparare per s\u00e9 e per gli altri. 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