{"id":4986,"date":"2021-02-11T10:55:43","date_gmt":"2021-02-11T10:55:43","guid":{"rendered":"https:\/\/frollalab.it\/in-guerra-per-amore\/"},"modified":"2024-03-06T08:45:00","modified_gmt":"2024-03-06T08:45:00","slug":"in-guerra-per-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/frollalab.it\/en\/in-guerra-per-amore\/","title":{"rendered":"In guerra per amore"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho voluto fortemente questa testimonianza per parlarvi di abbandono, di perdita, di paura, di dolore e di forza, ma soprattutto di tossicodipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal giorno che ho avuto l\u2019onore di parlare coi genitori di Marco, un tarlo continua a scavare dentro di me: \u201ccome si riesce ad affrontare una situazione del genere?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo vi chiedo di arrivare fino in fondo al racconto, non lo faccio per attaccamento al blog o per avere qualche like in pi\u00f9 (che non mi sono mai interessati, figuriamoci in questa occasione!) ma perch\u00e9 tra le righe possiamo tutti leggere di un nostro fratello, amico, figlio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei che questa immensa testimonianza non cada nel vuoto, ma che tutti noi possiamo trarre un insegnamento, un interrogativo o semplicemente una preghiera per quanti intorno a noi stanno vivendo condizioni simili alla famiglia di Marco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, ho bisogno di rivolgermi ai giovani, quelli che ognuno ha dentro casa e che incontra nel proprio cammino: vi prego non pensate che a voi non possa capitare, fuggite ogni tentazione della droga, dalla pi\u00f9 banale e apparentemente innocua fino alla pi\u00f9 pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rifiutatela sempre! E ogni volta che vi si presenter\u00e0 l\u2019occasione pensate a Marco, ad un ragazzo bellissimo, i cui occhi oggi parlano per conto delle sue parole che non riesce pi\u00f9 a dire, che purtroppo esprimono lacerante malinconia e infinito dolore. Mi spiace non riuscire a reggere il suo sguardo cos\u00ec intenso e splendido, ma ogni volta \u00e8 come se mi arrivasse un pugno dritto allo stomaco, anzi al cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa volta lascio che sia lei, la mamma di Marco, a raccontarvi la sua storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMarco \u00e8 arrivato a casa nostra all\u2019et\u00e0 di 2 anni, un bambino simpatico, bello, accattivante che gi\u00e0 parlava molto bene. La mamma trovandosi in difficolt\u00e0 aveva acconsentito all\u2019adozione di Marco. Noi purtroppo qualche anno prima avevamo perso nostro figlio di 7 anni per una malattia genetica rara. L\u2019arrivo di Marco ha portato nella nostra vita&nbsp;<strong>una sferzata di gioia<\/strong>&nbsp;e ci ha aiutato a guardare di nuovo al futuro. Noi eravamo genitori senza figlio e Marco un figlio senza genitori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trascorriamo degli anni davvero sereni, Marco \u00e8 un bambino sveglio, estroverso e iperattivo. Non riesce a star seduto per il pranzo, n\u00e9 a scuola sul banco. Ha una spiccata fantasia tanto che racconta storie che sembrano vere. Mentre la maestra spiega geografia lui interviene dicendo che ha scalato l\u2019Everest con suo padre, che \u00e8 salito sulla McLaren e cos\u00ec via. Pensavamo che da grande diventasse uno scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la sua iperattivit\u00e0 incomincia a fare tanti sport come nuoto, judo, sci. Con la scuola dimostra subito un\u2019avversit\u00e0 e se pu\u00f2 nasconde i compiti da fare. Qui inizia un controllo da parte mia, tanto che faccio i compiti insieme a lui. Marco si rivela ben presto un figlio molto impegnativo. Ma fino a 15 anni tutto procede nella norma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primo liceo inizia a fumare qualche canna, me ne accorgo subito e inizia un percorso con uno psicologo. Pensiamo che aiutarlo in questo periodo dell\u2019adolescenza sia importante, vista anche la sua storia. In questo periodo ha diverse storie con ragazze. \u00c8 un bellissimo e affascinante ragazzo, quindi piace, anche se \u00e8 un po\u2019 sopra le righe. In quarto liceo la storia con una ragazza dar\u00e0 una svolta in negativo alla sua vita. La madre di lei vuole a tutti i costi che questa storia, durata un anno, finisca. Un giorno viene a casa nostra e umilia Marco dicendogli che lui&nbsp;<strong>non \u00e8 all\u2019altezza<\/strong>&nbsp;della figlia. Marco si sente nuovamente rifiutato; questo evento va a rafforzare il concetto che lui ha di s\u00e9 (nonostante un\u2019apparente sicurezza) cio\u00e8 che&nbsp;<strong>non vale niente<\/strong>. Pensa che, siccome \u00e8 stato abbandonato, sicuramente i suoi genitori valevano poco, quindi lui non pu\u00f2 essere diverso. Questo succede all\u2019et\u00e0 di 19 anni. Quell\u2019anno viene anche bocciato a scuola (fu una punizione, perch\u00e9 come ho detto \u00e8 un ragazzo sopra le righe). La sua vita avr\u00e0 una virata e da questo momento andr\u00e0 sempre in discesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Si sente rifiutato<\/strong>&nbsp;anche dalla scuola, il tutto va a sommarsi al rifiuto originario della sua famiglia e queste cose lo faranno soffrire molto. Pi\u00f9 tardi dir\u00e0 che&nbsp;<strong>non ha retto&nbsp;<\/strong>a tutto questo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante l\u2019estate fa un corso per assistente bagnanti e fa il bagnino. Qui inizia a spizzicare cocaina e a fumare cannabis tutte le sere perch\u00e9 qualcuno gli aveva detto che lo avrebbe fatto dormire meglio. A settembre inizia una scuola privata in Ancona per recuperare il 4\u00b0 anno facendo 4\u00b0 e 5\u00b0 insieme, anche se noi non eravamo d\u2019accordo, ma siccome non voleva pi\u00f9 andare a scuola acconsentimmo, altrimenti non si sarebbe pi\u00f9 diplomato. Qui conosce un ragazzo, spacciatore ed eroinomane. Nel frattempo, inizia a frequentare un bar dove conosce un adulto sposato con figli, eroinomane anche lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizia a fumare saltuariamente eroina, ci accorgiamo subito e contattiamo immediatamente degli specialisti. Lui si fa seguire. Qui inizia una&nbsp;<strong>storia senza fine<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tempo prima avevo conosciuto, ad un convegno sulla droga, un esperto di fama internazionale e del quale mi era rimasta impressa una frase: \u201c<em>Ci sono individui che camminano al centro della strada e altri che camminano sul ciglio. \u00c8 chiaro che questi ultimi sono persone pi\u00f9 fragili e che gli eventi della vita possono farli cadere nel precipizio<\/em>\u201d. Lo contatto e lui ci consiglia una comunit\u00e0 a breve termine di Bologna. Marco fa anche il colloquio, ma serve il benestare del Sert di appartenenza, che per\u00f2 non arriva, affermano che la comunit\u00e0 a breve termine non serve a niente. Inizia cos\u00ec un percorso con l\u2019uso di farmaci sostitutivi. Sta meglio. Si chiude in casa e non frequenta pi\u00f9 nessuno. Fa dei lavori saltuari, viene apprezzato perch\u00e9 \u00e8 bravo. A settembre del 2008, a 21 anni, inizia anche il servizio civile. Viene qualche giorno in vacanza alle terme con noi. \u00c8 contento. Noi pensiamo che ormai il problema sia risolto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al ritorno viene contattato da una ragazza conosciuta al liceo privato con la quale aveva avuto una breve storia. Questa ragazza sta facendo l\u2019Universit\u00e0 a Macerata e io spero che questo rapporto possa far venire a Marco la voglia di fare l\u2019Universit\u00e0, ma purtroppo mi sbagliavo di grosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ragazza fuma cannabis e introduce Marco nel giro di Macerata. A Luglio 2009 (ha 22 anni) inizia a bucarsi (finora l\u2019aveva solo fumata e saltuariamente). Interrompe subito il Servizio Civile. Passiamo un\u2019estate disastrosa. Va anche ad Amsterdam con questa ragazza. Dice poi che vuole&nbsp;<strong>riprendere in mano la sua vita<\/strong>, si prepara al test di ammissione per infermieri, ma quando lo chiamano per fare l\u2019esame, lui gira i tacchi e se ne va. Si iscrive al corso di laurea in Scienze Ambientali e Protezione Civile. Sembra piacergli ma, anche qui, incontra un amico di merende.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro consiglio dello specialista, si ricovera a Milano per disintossicarsi e per vedere se dietro alla sua tossicodipendenza si sia sviluppata una patologia, perch\u00e9 malgrado la sua voglia di uscire dal problema, lui non ci riesce. L\u2019impatto con la clinica \u00e8 drammatico e a met\u00e0 disintossicazione si fa dimettere e torna a casa. Una volta a casa per\u00f2 si rende conto che non ce la fa e richiede di ritornare a Milano. Ritorna ma anche questa volta il progetto fallisce. Alla dimissione ci dicono che Marco \u00e8 un ragazzo con&nbsp;<strong>un\u2019intelligenza superiore<\/strong>&nbsp;(140 su 100) e che se non riesce a uscire dal problema \u00e8 meglio dividere le nostre strade perch\u00e9 la vita con lui diventerebbe un inferno. Ritorniamo a casa allibiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riprova a disintossicarsi ad Ancona con l\u2019obbiettivo di entrare in comunit\u00e0. Entra in comunit\u00e0 ma dopo 2 giorni esce. Inizia un\u2019altra estate infernale. Lascia definitivamente l\u2019Universit\u00e0. Sta dei periodi a Macerata con la ragazza e ogni tanto torna a casa. Ruba il computer, un orologio del padre, va a sbattere a forte velocit\u00e0 con la macchina contro un pilastro. Rimane illeso ma la macchina \u00e8 distrutta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riusciamo a farlo entrare in comunit\u00e0 e ci sta 5 mesi. Dopo questo periodo viene a casa in verifica. Sembra stare bene. Invece si fa e va in overdose. Al mattino lo vado a svegliare, ma lui non si sveglia \u00e8 in coma; lo salviamo per miracolo, gli erano rimaste poche ore di vita. Si risveglia dal coma dopo 12 ore. Blocco renale e paralisi ad un braccio. Dopo un mese di ricoveri, torna in comunit\u00e0 ma ne riesce poco dopo. Dietro consigli degli esperti non lo vogliamo a casa, sperando che rientri in comunit\u00e0, ma la ragazza lo va a prendere e la famiglia della ragazza lo ospita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un breve periodo lo facciamo rientrare a casa. Ad Ottobre 2011 (24 anni) inizia, dietro consiglio dell\u2019assistente sociale del Sert, un corso di Aiuto Cuoco. Il pi\u00f9 delle volte lo accompagniamo perch\u00e9 abbiamo paura che si perda per strada. A maggio 2012 si diploma finalmente con successo. Dice che deve lavorare e che il lavoro \u00e8 la soluzione dei suoi problemi. Ci prova, ma dopo un po\u2019 manda all\u2019aria tutti i progetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019inizio di questa storia ci sembra di vivere in un girone dell\u2019<strong>Inferno<\/strong>. Teniamo segreta la tossicodipendenza di nostro figlio anche ai parenti pi\u00f9 stretti. Abbiamo vergogna e un senso di impotenza. Non vogliamo che si sappia ma facciamo una grande fatica a far finta di niente. Tenendo nascosta la cosa ci sembrava di proteggerlo, la nostra speranza era che prima o poi sarebbe uscito dal problema e non volevamo gli rimanesse un\u2019etichetta negativa addosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad Aprile del 2013 entra di nuovo in comunit\u00e0, ma ne esce a luglio. Noi incominciamo a frequentare i gruppi di auto-aiuto per genitori, organizzati dalla comunit\u00e0. Qui ci possiamo confrontare con le altre storie e riusciamo a prendere decisioni fino a quel momento impensabili, supportati dagli operatori. Veniamo aiutati a liberarci dalla vergogna di questa situazione e iniziamo a raccontare la cosa in famiglia e agli amici pi\u00f9 stretti. Iniziamo cos\u00ec a sentirci sostenuti e aiutati. Da qualche anno io avevo iniziato anche a lavorare part-time, dietro consiglio della psicologa del Sert. Stare con lui \u00e8 molto faticoso perch\u00e9 \u00e8 imprevedibile e quando meno te l\u2019aspetti succede sempre qualcosa. Quando la sostanza chiama&nbsp;<strong>non ragiona pi\u00f9&nbsp;<\/strong>e siccome noi ci rifiutiamo di dargli soldi ci spintona, rompe un vetro antisfondamento con la testa, d\u00e0 pugni alle porte fino a sfondarle, ruba quello che pu\u00f2. Nascondo i soldi, ma lui riesce a fregarmi con vari stratagemmi. Non serve neanche chiudere le stanze e tenere la chiave in tasca. Ci ruba un assegno e con una firma falsa preleva 720 euro. In 2 giorni, non solo li spende, ma si vende anche le scarpe nuove. Noi continuiamo i gruppi di auto-aiuto e iniziamo anche un percorso parallelo con una psicologa, che poi ci ha sempre seguito e che abbiamo sentito molto vicina e presente in ogni momento aiutandoci a prendere le decisioni pi\u00f9 difficili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sabato 21 dicembre 2013 (26 anni) mentre sto preparando le crespelle per Natale ad un certo punto sento dei rumori bruschi. Lui \u00e8 chiuso in bagno, realizzo che si \u00e8 fatto e sta andando in overdose. Lo chiamo ma non riesce ad aprire la porta; sento un tonfo e poi pi\u00f9 niente. A fatica riusciamo con un\u2019altra chiave ad aprire. \u00c8 riverso con la testa nella doccia con del sangue che gli esce dalla bocca; chiamiamo il 118; gli fanno un Narcan e lo intubano. Si risveglia subito dopo e viene portato all\u2019ospedale per suturare la ferita sotto il labbro che si era fatto cadendo. Al ritorno dice che&nbsp;<strong>non toccher\u00e0 pi\u00f9 niente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A maggio 2014 incontra la madre naturale. Lo aiutiamo a realizzare l\u2019incontro perch\u00e9 pensiamo gli possa far bene. Anche il presidente della comunit\u00e0 pensa che questo ragazzo ha bisogno di una scossa e fargli incontrare la madre biologica forse lo potr\u00e0 aiutare. Quel buco nero della sua vita finalmente potr\u00e0 scomparire e forse trover\u00e0 la sua identit\u00e0. Viene accompagnato da una nostra nipote (assistente sociale) e da noi. L\u2019incontro va bene. Ci sembra abbastanza contento.&nbsp;<strong>Quando lui \u00e8 contento lo siamo anche noi<\/strong>&nbsp;e ci illudiamo sempre che qualcosa possa cambiare in positivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli compriamo anche un cane nella speranza che possa aiutarlo ma anche qui ci siamo sbagliati. Dopo un po\u2019 di tempo ruba l\u2019argenteria e noi lo denunciamo, riusciamo addirittura a ricomprarla dal compro oro. Con i carabinieri siamo sempre stati in contatto fin dall\u2019inizio della sua tossicodipendenza, fornendo loro anche i numeri di telefono di eventuali e possibili spacciatori. La richiesta di soldi diventa insostenibile, chiamo in continuazione i carabinieri che parlano con lui e cercano di rassicurarmi. Un giorno ruba anche il televisore. Non ci vedo pi\u00f9, gli preparo una valigia e la metto fuori dalla porta, ne preparo una anche per noi e ce ne andiamo anche con il cane. Lui riesce ad entrare in casa rompendo una persiana e la finestra con un attrezzo da giardino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui inizia un periodo allucinante fatto di telefonate minacciose. Vuole 5000 euro per andarsene. Per lui questa \u00e8 un\u2019ossessione che durava da tempo. Sono i soldi dei suoi regali della comunione e cresima che ci eravamo sempre rifiutati di dargli perch\u00e9 li avrebbe usati male. Aiutati dal gruppo e dalla psicologa resistiamo fuori casa. Contattiamo un avvocato e decidiamo di incontrare Marco dal maresciallo. Accettiamo di dargli 3000 euro in quote bisettimanali. Firma un documento e se ne va. Noi rientriamo in casa. Troviamo il finimondo: 4 chitarre distrutte a pezzettini, bicchieri rotti; sporcizia da tutte le parti. Aveva staccato l\u2019argento a tutte le cornici. In questo periodo era entrato e uscito dalla finestra con la ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizia una vita da&nbsp;<strong>vagabondo<\/strong>&nbsp;malgrado i soldi che gli dovevano servire per mangiare e dormire. Passati i tre mesi torna a casa, sembra un<strong>&nbsp;barbone<\/strong>, ha un labbro e la testa rotta. Ha gi\u00e0 contattato il Sert e nostra nipote per entrare di nuovo in comunit\u00e0. Cos\u00ec il 22 Ottobre 2014 rientra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra alti e bassi ci \u00e8 rimasto per un anno. In questo periodo lo abbiamo visto una volta al mese, lo abbiamo portato a pranzo fuori ed ogni mese che passava lo trovavamo sempre meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Decide per\u00f2 di uscire dalla comunit\u00e0 perch\u00e9 ha un\u2019intesa con una ragazza e in comunit\u00e0 \u00e8 vietato avere relazioni. Inizia cos\u00ec un\u2019altalena di entrate e uscite da varie comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019inizio della storia ci ha sempre ripetuto che aveva bisogno di&nbsp;<strong>spegnere il cervello<\/strong>. Lui non reggeva le frustrazioni e ogni problema diventava per lui gigantesco, tipico delle persone che si rifugiano nelle sostanze per scappare dalla realt\u00e0, per una incapacit\u00e0 di affrontarla<s>.<\/s><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante questi anni abbiamo visto pian piano la metamorfosi di nostro figlio. Da un ragazzo solare, allegro, anche se baldanzoso, ad un ragazzo cupo senza sorriso e violento, cosa che non lo era mai stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esperto ci consiglia una comunit\u00e0 a Milano ma non \u00e8 facile perch\u00e9 una legge regionale dice che questi ragazzi devono essere curati nella propria regione. Dopo mille peripezie riusciamo a sbloccare la cosa. Ma nel frattempo si ubriaca, vende le cose, troviamo siringhe sparse per casa. Dobbiamo chiamare anche il 118 perch\u00e9 quando \u00e8 ubriaco&nbsp;<strong>ci fa paura<\/strong>, ma non lo portano via. In questo periodo non si lava, rifiuta qualsiasi cosa, come una passeggiata, andare fuori a mangiare, passeggiare con il cane. Sta per lo pi\u00f9 sdraiato sul divano per giornate intere. Il 31 maggio (29 anni) entra in questa comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo 8 mesi, viene cacciato perch\u00e9 ha una relazione con una ragazza, anche lei ospite della comunit\u00e0. Lo riprendiamo a casa. Dopo qualche mese, parte per Milano per andare a trovare questa ragazza che nel frattempo ha finito il percorso. Si sono messi d\u2019accordo di partire per Maiorca. A Bologna ci telefona che \u00e8 gi\u00e0 sceso e che sta tornando a casa. Ci rendiamo conto che ha usato i soldi che gli servivano per il soggiorno a Milano, per le sostanze. Noi, prima che arrivi ad Ancona, chiudiamo casa e ce ne andiamo. Anche perch\u00e9 gli operatori di Milano ci dicono di non riprenderlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo dopo 4 giorni entra in una comunit\u00e0 della zona. Si trova subito bene inizia a lavorare con i cavalli e viene molto apprezzato. Stavolta abbiamo proprio sperato che la cosa potesse funzionare. Riesce ad avere un tirocinio di lavoro ma con i soldi comincia a spendere senza regola e in maniera compulsiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo 4 mesi, gli danno il permesso di avere un cellulare con Facebook (cosa negata nelle altre comunit\u00e0). Attraverso il social viene contattato da una giovane ragazza di 21 anni, lui ne ha ormai 30, che lo va a conoscere. La comunit\u00e0 gli d\u00e0 il permesso di uscire con questa ragazza, una volta alla settimana. Inizia a fare gli aperitivi e, siccome&nbsp;<strong>l\u2019alcool&nbsp;<\/strong>sveglia i recettori della dipendenza, ben presto si scompensa e malgrado gli operatori fossero a conoscenza che quando usciva beveva, continuano a farlo uscire invece di stoppare subito la cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Natale accettiamo di fargli passare qualche giorno a casa, porta anche la ragazza, esce con lei. Marco si ubriaca e tornando a casa va fuori strada senza farsi niente, ma fa 2000 euro di danni. Rientra in comunit\u00e0 ma questa inizia a stargli stretta. Marco fa i bagagli ed esce dalla comunit\u00e0. Come in passato noi chiudiamo casa e lui si rivolge subito al Sert per vitto e alloggio. Non tocca sostanze e il giorno dopo richiede di rientrare in comunit\u00e0 ma, non accettando le condizioni della comunit\u00e0 stessa, non lo riprendono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Richiede ancora di rientrare, ma la sua richiesta non viene accettata. Diranno poi che non aveva l\u2019atteggiamento giusto. L\u2019assistente sociale ci chiede di procurargli un alloggio in attesa di trasferirlo in un\u2019altra struttura, e cos\u00ec facciamo. Gli troviamo un bed &amp; breakfast ma il 29 gennaio fa uso di nuovo di eroina (dopo tanto tempo) e va in&nbsp;<strong>overdose<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella sera io e mio marito stavamo seduti sul divano, il cellulare era sul tavolo. Mi alzo e guardando i suoi WhatsApp, vedo che \u00e8 da mezzogiorno che non si collega, cos\u00ec provo a chiamarlo, ma lui non risponde. Realizzo subito che \u00e8 successo qualcosa, il cuore inizia a battermi all\u2019impazzata. Il padre telefona al titolare del B&amp;B per chiedergli di andare a controllare nostro figlio. Il signore \u00e8 meravigliato da questa richiesta ma va e, da una finestra, vede Marco riverso a terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiama subito i soccorsi, ma non ci avvisa. Alle 11 quando ormai pensavamo fosse tutto a posto riceviamo una telefonata dai carabinieri che ci informano che nostro figlio \u00e8 ricoverato in rianimazione. Partiamo subito, \u00e8 una serata piena di nebbia, la stessa che avevamo nelle nostre anime. Marco rimase in coma per parecchio tempo, poi, dopo 40 giorni di rianimazione, pass\u00f2 all\u2019unit\u00e0 di risveglio del S. Stefano e infine in riabilitazione sempre al S. Stefano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora Marco purtroppo \u00e8 un&nbsp;<strong>disabile<\/strong>. Quando si \u00e8 sentito male ha avuto un arresto respiratorio e quindi il suo cervello non ha ricevuto ossigeno a sufficienza. Ora sono passati 3 anni dall\u2019evento e passiamo le giornate tra una terapia e l\u2019altra. Marco frequenta un maneggio dove fa ippoterapia, frequenta Frolla con un T.I.S (Tirocinio di Inclusione Sociale) dove pu\u00f2 stare con altri ragazzi e pu\u00f2 fare qualcosa, come pu\u00f2. Deambula lentamente, parla poco e male, non \u00e8 pi\u00f9 autonomo, abbiamo 3 operatori che a turno ci aiutano in questo nuovo faticoso percorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando lo guardo il cuore mi si riempie di&nbsp;<strong>disperazione<\/strong>, quale sar\u00e0 il suo futuro quando noi non ci saremo pi\u00f9? Ormai non siamo pi\u00f9 giovani e siamo anche&nbsp;<strong>stanchi<\/strong>. Purtroppo, la nostra vita \u00e8 stata caratterizzata, prima dalla malattia del nostro primo figlio, durata sette lunghissimi anni, poi dalla tossicodipendenza di Marco e ora dalla disabilit\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La vita \u00e8 una matita, la droga \u00e8 un temperino, l\u2019accorcia e la rende pi\u00f9 appuntita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Rancore)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho voluto fortemente questa testimonianza per parlarvi di abbandono, di perdita, di paura, di dolore e di forza, ma soprattutto di tossicodipendenza. Dal giorno che ho avuto l\u2019onore di parlare coi genitori di Marco, un tarlo continua a scavare dentro di me: \u201ccome si riesce ad affrontare una situazione del genere?\u201d. 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