DALL’INTEGRAZIONE ALL’INCLUSIONE

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Mirco Pugnaloni, socio fondatore della Cooperativa Frolla, colui che ha creduto fin da subito nel potenziale di questa realtà ci introduce nel mondo delle possibilità lavorative, presentandoci il progetto di una stampante alimentare per biscotti che, grazie alla Fondazione Cariverona e alla Artepan, ora è diventato tangibile.

Mirco mi sembra la persona più adatta a raccontarcelo, colui che posso sicuramente definire un esempio, un punto di riferimento. Colui che non fa mancare mai il suo sorriso e che con la sua ironia riesce a portare sempre il sole e il buonumore a tutti.

Non sono mai riuscita a dirglielo di persona, ma ogni volta che mi capita di trascorrere del tempo insieme a lui, inevitabilmente mi viene in mente il grande Alex Zanardi, stessa tempra, stesso sorriso e stesso ottimismo!  E ora ho voglia solo di gridare con tutta l’anima “Forza Alex, Frolla è tutta con te”.

Ringrazio Mirco per questo articolo e a voi che leggete vi consiglio di continuare a seguirci che presto l’autore di oggi si racconterà sul nostro Frolla blog.

“Non far caso a me.

Io vengo da un altro pianeta.

Io ancora vedo orizzonti dove tu disegni confini.”

(Frida Kahlo)

È purtroppo ben noto che in generale il mercato del lavoro tende ad escludere soprattutto i cosiddetti “soggetti svantaggiati” dalla possibilità di avere un’occupazione, risultando costoso, per le imprese, inserire le persone con limitate abilità, a meno di non poter praticare salari e stipendi in linea con la produttività attesa.
Per la maggior parte dei soggetti svantaggiati il principale ostacolo da superare per un inserimento soddisfacente nell’attività lavorativa è l’identificazione di un impiego adatto e la formazione al suo svolgimento. Il problema, quindi, è quello di mettere questi lavoratori nella condizione di utilizzare al meglio le abilità possedute, nonché di acquisire quelle mancanti, colmando così il divario che sembra esistere tra le caratteristiche soggettive della persona e le esigenze del sistema produttivo. Alle barriere mentali, poi, si aggiungono le onnipresenti barriere architettoniche, dentro e fuori i luoghi di lavoro.

Fortunatamente ci sono aziende e cooperative in tutta Italia che perseguono la via dell’inclusione lavorativa, non solo perché è un obbligo previsto dalla Legge 68/99 [“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, N.d.R.], ma come opportunità di crescita interna, di empowerment [crescita dell’autoconsapevolezza, N.d.R.] dei propri dipendenti e per la possibilità di generare un arricchimento valoriale nei confronti della comunità di riferimento e dei propri portatori d’interesse.
Uno di questi esempi virtuosi è dato dalla Cooperativa Sociale Frolla, che da due anni ha dato vita ad un biscottificio, a un laboratorio di pasticceria e ad un bar di qualità, proprio con il principale obiettivo di creare inclusione.
L’attività è situata ad Osimo, in provincia di Ancona, sede anche di una grande organizzazione nazionale nel mondo della disabilità, quale la Lega del Filo d’Oro e in tal senso il territorio di riferimento gioca un ruolo fondamentale per la nascita e lo sviluppo di iniziative di questo genere. La quantità e la qualità di grandi e piccole realtà attive mostrano infatti come qui, più che in altre zone, sia elevata la sensibilità verso il complesso mondo della disabilità.
All’idea iniziale dei giovani Jacopo Corona e Gianluca Di Lorenzo, rispettivamente pasticciere e operatore sociale, si è unita Silvia Spegne, madre di un ragazzo con disabilità, nonché il pasticciere Giovanni Lombardi, e successivamente anche chi scrive [Mirco Pugnaloni, ex chef di cucina in carrozzina a seguito di un incidente stradale e dal 2014 membro del Consiglio Direttivo dell’APM, l’Associazione Paraplegici delle Marche, N.d.R.]. Ad oggi sono circa venti le persone in forza al biscottificio, con disabilità fisiche e psichiche.

Il laboratorio di pasticceria e il bar generano delle buone prassi perché il contatto, la collaborazione e la condivisione delle varie fasi di lavoro sanno mettere in evidenza abilità e capacità e fanno da stimolo alla crescita personale, all’autodeterminazione e allo sviluppo di una coscienza civica, maggiormente rivolta a un’effettiva inclusione e non al pietismo e all’assistenzialismo.
L’impegnativo percorso verso l’inclusione lavorativa a trecentosessanta gradi ha per altro dovuto anch’esso fare i conti recentemente con il coronavirus, per cui, oltre allo stop forzato delle attività lavorative dettato dal lockdown, nell’attuale fase 2 dell’emergenza il team di Frolla sta riorganizzando le proprie modalità operative, per garantire la sicurezza dei clienti e dei propri dipendenti.
E tuttavia, nonostante il momento storico particolarmente critico, negli ultimi giorni di maggio la giovane Cooperativa è riuscita a raggiungere un importante traguardo: grazie infatti alla Fondazione CariVerona e all’azienda Artepan di Montecassiano (Macerata), impegnata nella progettazione e nella realizzazione di laboratori e arredamenti per panifici, pizzerie e pasticcerie, Frolla si è munita di un macchinario per lo stampaggio degli impasti di ultima generazione. Tramite tale apparecchiatura multifunzione, dal facile utilizzo, sarà dunque possibile operare attraverso il pannello dei comandi su schermo touch screen [tattile, N.d.R.] e potendo regolare l’altezza del piano di lavoro; essa sarà quindi utilizzabile anche da lavoratori in carrozzina (e non solo), nell’ottica di migliorare l’accessibilità delle varie fasi lavorative per tutti i dipendenti.

Si tratta solo dell’ultima tra le tante iniziative fino ad oggi concluse positivamente da Frolla, tra cui da ricordare anche la collaborazione con la Società Sportiva S.A. Castelfidardo che ha reso possibile la nascita di una squadra di calcio composta da giovani con disabilità, attualmente iscritta al campionato regionale di categoria. Quindi, oltre alla formazione e al lavoro, questo progetto di sport inclusivo consolida la mission della Cooperativa marchigiana, che vuole rendere i propri dipendenti protagonisti delle loro vite in maniera piena e proattiva.
Un grande plauso va dunque a questa iniziativa, promossa da Persone con la P maiuscola, prima che da operatori, che quotidianamente svolgono il loro lavoro, seppur tra le mille difficoltà che deve affrontare una qualsiasi attività commerciale, al fine di realizzare un’inclusione concreta e tangibile.

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